To do list

Probabilmente avrai passato gli ultimi anni dedicandoti ad un sacco di cose, alcune molto interessanti e altre meno, ma hai dedicato del tempo alla maggior parte delle cose che hanno attirato la tua curiosità. Il risultato potrebbe essere stato che hai trovato molto difficile raggiungere i tuoi obiettivi. Col tempo sono giunta alla conclusione che le persone non possono fare tutto quello che vorrebbero e che devono concentrare le loro energie e il loro tempo solo su ciò a cui tengono veramente. In poche parole, ho capito che la gente dovrebbe pianificare un programma.

Non c’è una buona pianificazione senza una buona impostazione, quindi prenditi del tempo per pianificare. La prima cosa da fare quando si inizia a pianificare un programma è scegliere le proprie vere priorità. Fai una lista con tutte le attività che vorresti o che devi fare e poi scegli solo tre o quattro, queste saranno le tue attività principali. Ricorda inoltre che non siamo macchine, abbiamo bisogno di tempo per riprenderci, quindi stabilisci i tuoi giorni liberi o almeno un po’ di tempo libero per rilassarti. Questo è davvero importante se non vuoi crollare!

Non dimenticare anche di stabilire i tuoi obiettivi, questo incoraggerà le innovazioni e ti darà la possibilità di migliorare le tue prestazioni. Senza obiettivi vagherai senza uno scopo e sarai solo occupato. Questo è il punto, avere un programma non dovrebbe solo renderti impegnato ventiquattro ore al giorno, ma renderti produttivo.

L’utilizzo di questo metodo ti aiuterà a non sprecare il tuo tempo e a concentrare le energie su obiettivi specifici. Saprai costantemente cosa fare, sarai pieno di determinazione e la tua voglia di fare aumenterà.

No vabbe

Amici romani de Roma, avete mai pensato a quanto la tipica espressione “no vabbè” vada bene su tutto? Un po’ come il nero, o come un paio di occhiali, calza sempre alla perfezione. Quando la vostra amica vi annuncia un gossip o una news top secret, oppure quando avete fame ma avete appena mangiato e quindi esordite “no vabbè, ho di nuovo fame”; oppure quando annunciano la chiusura delle scuole per maltempo il giorno di un’interrogazione a tappeto, per cui ovviamente non eravate preparati, e con i compagni di classe sul gruppo di WhatsApp scrivete “no vabbè, che culo”. O anche quando vostra madre fa la scema pensando di sembrare simpatica e allora le dite “no vabbè, sei imbarazzante”. Che poi, alla fine, fa ridere perché è la Mamma.  
O quando il docente pubblica il voto dell’esame che temevate di più ed è un miracoloso 19, quindi scrivete subito all’amica: “no vabbè, 19 e tu?” e lei se è andato bene risponderà “18, no vabbè”, se andata male dirà semplicemente “no vabbè, m’ha bocciata!” (che poi non c’era tanto da stupirsi). Quando la vostra amica è al telefono con il suo ragazzo, le arriva un vostro messaggio e vi risponde “stavo parlando di te con lui e mi hai scritto” e voi rispondete “no vabbè, e che dicevi? E perché parlavi proprio di me e non di Gesualda?” e lei: “no vabbè, ancora non l’hai capito che sei la mia preferita?!”.
Provate a scrivere no vabbè su “cerca” su WhatsApp e rimarrete allibiti di quante volte lo avete digitato, senza neanche rendervene conto.

Ci vuole coraggio

Si dice che l’ossitocina emanata durante l’abbraccio faccia rilassare ogni nervo umano. Impossibile resistere al calore di un abbraccio, specie se la persona che hai di fronte profuma di casa. Nessuno, però, pensa a quanto coraggio richieda: lasciarsi stringere tra le braccia di uno sconosciuto che potrebbe far forza fino a soffocarti, come un serpente, oppure mollare la presa e farti cadere all’improvviso. Amare richiede coraggio. Per tutta la vita ti alzi, ti guardi allo specchio e sei tu, con i tuoi capelli arruffati, la faccia insonnolita, difetti e pregi compresi. Poi arriva una persona che ti solleva il mento e ti costringe a guardare nei suoi occhi. Un po’ ti ci rifletti e vedi ciò che sei in una nuova luce, in un nuovo colore. Gli occhi dell’altro ti restituiscono un’immagine distorta, che è la somma di quello che ami e di quello che vorresti cambiare. Ma quanto c’è di vero? È un cambiamento che viene dal tuo io più profondo, oppure è il cambiamento che ti chiede l’altra persona? Difficile definirlo; amare richiede un completo abbandono, una fiducia cieca. Se amiamo, ci sentiamo in diritto di poter chiedere all’amato cose grosse, tipo mettersi in discussione o cambiare qualcosa che non ci piace. E giustifichiamo le sue richieste di cambiare noi stessi. È per questo che amare mi riesce difficile. Prima dovrei amare me stessa al punto tale da sapere con certezza di non dover cambiare nulla, oppure di farlo solo perché lo sento io; e finché non sarò capace di abbracciarmi così, forte, da sola, non mi lascerò abbracciare da nessuno.

La gatta frettolosa

Quante volte mi sono sentita dire questa frase dagli adulti. Fin da bambina, quando per andare a vedere il mio cartone preferito mi sbrigavo a finire i compiti, e sbagliavo ad inserire le doppie nelle caselle giuste. Mamma mi rimproverava e mi diceva che per certe cose ci vuole pazienza. C’è una bella differenza tra cane e canne. Tra casa e cassa. Devi riflettere, prima di scegliere dove mettere la doppia.  
Devo ammettere che adesso non sono migliorata, ma prima o poi lo impari sulla tua pelle, che la fretta ti è nemica.  
Arriva il momento in cui, pur di avere l’ultima parola, pronunci una frase carica di odio. Oppure, per la smania di tornare a casa, compri un biglietto del treno il giorno di Pasqua, in piena epidemia.  
O quel momento in cui, per la fame, mordi il sofficino appena uscito dal forno.  
Questione di attimi, di scelte sbagliate, di non aver contato fino a 10, chiamatelo come vi pare.  
E quanto ti è costato l’attimo? Hai perso un amico, sei stato fermato da un posto di blocco o, peggio, ti sei bruciato la lingua col ripieno di pomodoro e mozzarella (che è più bollente della lava!)
Carpe Diem sì, ma fino a un certo punto.  
In un periodo in cui tutto è rallentato e fermo, dobbiamo adeguare la testa al corpo. Far riposare il cervello sul divano più del solito, impastare una pizza o guardare un bel film.  
È inutile correre, è inutile sbrigarsi, è inutile fare sgambetti agli avversari per rallentarli. Adesso, in gara, siamo tutti all’ultimo posto.

Change of mind

I  had promised you I’d  have talked about the Tokyo Olympics, hadn’t I? Well, at least that was my intention. But as you all know, there will be no Olympics. There won’t be anything. The current situation is very dramatic for most of us. But do you know what is even more dramatic ? People. And the way they think. The way they behave. You know… I always think about my mom who (during the first days of quarantine) told me “we have all sorts of comforts from the internet to the food, and they just asked us to stay at home; you must remember that your grandparents were asked to go to war”. And how can I blame her? From there, I started seeing things differently. I realized that besides being important to me to stay home, it was important to others. Yes, it was. To others. For other people. Because we can’t always think only of ourselves. Could you have one person on your conscience just because you couldn’t stay at home and so you went for a walk? I couldn’t. And then I started doing a lot of other things. Cooking (like 99.9% of italian families), painting, studying, singing, dancing, playing, fixing old photos, cleaning. And once a day I let the dog out, because it is true you do not have to use it as an excuse, but my dog needs to go out! Ahahah. Anyway, you are wondering, so what? Why are you telling us this? I’m trying to tell you that from now on I’ll start writing a little bit about everything. Whatever theme and whatever comes to mind or intrigues me. And friends, remember: eat sleep netflix and repeat (in case someone doesn’t feel like staying at home and doesn’t want to paint or cook).